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Già ospite costante al Dover Street Market di Londra, nonostante la giovane età, Renli Su ci svela una Cina inedita rispetto ad ogni nostro luogo comune sulle produzioni low cost, usa e getta di certo abbigliamento cinese.

Figlia di una globalizzazione che accorcia le distanze spazio-temporali, la designer di Fujian, si forma all’Accademia Centrale di Belle Arti di Pechino e prosegue i propri studi al London College of Fashion di Londra. Appassionata di storia e legata ai paesaggi placidi e marittimi del proprio paese d’origine, in un originale e personalissimo sincretismo culturale, Renli Su tesse le proprie collezioni tenendo strette le fila di sollecitazioni locali e scoperte intorno alla storia del costume, effettuate nel corso degli studi in Gran Bretagna.

In particolare, è l’Inghilterra vittoriana ad affascinare la designer, quanto forme e tessuti possano rivelare della vita sociale del XIX e inizi XX secolo. Le stoffe rinvenute nelle fiere e nei mercati vintage della metropoli europea, le permettono di coltivare, col tipico sguardo accademico di chi è affamato di reperti tessili – meno accessibili in Cina dopo la Rivoluzione culturale – una cura per i dettagli visivi, appropriandosene nella realizzazione dei suoi capi.

Ogni collezione segue ed approfondisce un tema storico, per l’autunno/inverno 2018-2019 attinge quindi alla vicenda straordinaria della botanica francese Jeanne Baret, nata nel 1740 e considerata la prima donna a circumnavigare il mondo. L’insaziabile curiosità e la brama di avventura di Jeanne la condussero in un viaggio quasi impossibile: travestita da uomo si imbarcò sulla nave del principe Louis Antoine de Bouganville, restando molti anni in mare e visitando i luoghi più remoti. Durante i suoi viaggi scoprì, raccolse e catalogò centinaia di specie di piante, tra le quali la più famosa è la bouganville, così chiamata in onore dell’esploratore capo della spedizione.

Ci sarebbe da chiedersi dove sia la connessione tra la ricercatrice francese e il lavoro della designer cinese, ed è la stessa Renli Su a spiegarcelo:

”Mentre Jeanne Baret rappresentava due modi diversi di osservare il mondo naturale, combinando la conoscenza folklorica femminile dell’erboristeria con la scienza botanica fino ad allora dominata dagli uomini, io cerco un equilibrio tra silhouette femminili e maschili, fondendo elementi di epoca vittoriana e motivi floreali con le tenute da marinaio ad una visione più contemporanea e attiva della donna”

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Ed eccone la traduzione, in un sensibile racconto tessile:

Tradizioni navali evocate dal bianco crema solcato da strisce blu e beige, talvolta con trattamenti ad effetto ‘laccato’ che enfatizzano il luccichio del sole e del sale; blu intensi e grigi sfumati suggeriscono le profondità degli oceani. Rami fioriti ricamati, come si fossero adagiati naturalmente sul cotone trapuntato e lievemente goffrato, replicano i minuziosi disegni della botanica avventurosa. E ancora, jacquard di cotone e lino lievitano come maniche da marinaio. Le trame di seta e lana sono offerte pensando a proteggere chi è esposto alle intemperie del viaggio. I dettagli vittoriani si incontrano nel ‘disossamento del corsetto’, con stringhe incrociate e pachtwork tessili che insieme portano elementi della cultura cinese, dalla carta cotone, alle familiari divise da lavoro rintracciabili in tagli e chiusure diagonali. Il cotone trapuntato e l’uso di pelliccia sintetica con fibre in caldissimo Yak, per giacche e cappotti reversibili, insistono sul rispetto delle esigenze termiche stagionali.

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Renli Su non fa mistero delle sue ispirazioni e aspirazioni che, come lei stessa scrive, emergono da un istinto, profondamente umano, di avventura e dal coraggio di seguirlo, indipendentemente dalla propria origine e cultura, in spazi, geografici o mentali, ancora ignoti e spesso antitetici.

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Come sempre, un’occasione per apprezzarne la scoperta, è accompagnarvi nello show-room di Parigi insieme a noi…

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Scopri la nuova collezione autunno/inverno 2018-’19

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Altre volte abbiamo osservato come, nelle collezioni di Rei Kawakubo in arte Comme des Garçons, possiamo ritrovare l’espressione tessile di concetti filosofici o percezioni sulla contemporaneità approfondite in forma d’abito.

Gli show teatrali che caratterizzano le presentazioni delle ultime stagioni, accompagnano gli spettatori all’interno di suggestioni intense, enfatizzate da luci, musiche e scenografie volte a potenziare la criptica proposta dell’intellettuale giapponese.

Per l’autunno/inverno 2018-2019 l’ispirazione giunge da un’opera di Susan Sontag, Notes on Camp, in cui l’autrice statunitense riflette intorno ad una sensibilità, definita appunto Camp e che potremmo sintetizzare nel seguente passaggio:

 

«Non è una sensibilità di tipo naturale, se di tali ne esistono. L’essenza del camp, infatti, consiste nell’amore per ciò che è innaturale: l’amore per l’artificiale e per l’esagerato […] Una sensibilità è quasi, ma non del tutto, indescrivibile. Ogni sensibilità che può essere racchiusa nella forma di un sistema, oppure maneggiata con i grezzi mezzi della prova, non è più una sensibilità. Si è concretizzata in un’idea.»

Fonte: Wikipedia

 

Il tema, raccolto da Rei Kawakubo, viene allestito nelle iper e sovradimensionate strutture multicolor create esclusivamente per il defilé, nelle sonorità felliniane di Nino Rota, nella penombra riservata alle buffe, eccessive ed oniriche figure in passerella.

La successiva traduzione in show-room, rivela capi di ben più ragionevole portabilità, seppure densamente abitati da quell’aura poetica originaria. La presenza del velluto, di frequenti rouche floreali, di stratificazioni composte su tessuti strappati in contrasto di colore avvicinano infatti la collezione ad atmosfere veneziane, evocando un diciottesimo secolo sfarzoso ed evoluto, dedito ad una vita sociale intensa, arricchita di occasioni ed eventi culturali. L’anima della designer avvolge così in acrobazie tessili le silhouette curiose, esteticamente vulnerabili, di menti femminili ancora disponibili ad accogliere stupore e valore immaginifico nel tran tran di ogni giorno, facendolo decisamente più speciale!

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Come sempre, un’occasione per apprezzarne la scoperta, è accompagnarvi nello show-room di Parigi insieme a noi…

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Scopri la nuova collezione autunno/inverno 2018-’19:

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Un made in Italy dai promettenti numi tutelari si cela dietro il giovane marchio Miaoran.

Di origini italo-cinesi, Miao, designer del brand, dopo una formazione in design e modellistica presso le più prestigiose scuole europee, inizia un’intensa collaborazione con Missoni.

Nel 2015 fonda a Milano un proprio studio e nel 2017, colpito dal tratto talentuoso del ragazzo, Giorgio Armani ne supporta la sfilata della primavera/estate all’interno del prestigioso Teatro Armani in zona Tortona.

Seppure mantenga ancora un certo eclettismo di stile, Miaoran mostra già delle costanti che ne identificano il modo di operare: una ricorrente presenza di volumi over, che offrono la possibilità di essere indossati senza distinzioni di genere ed età; una profonda conoscenza delle fibre e una loro equilibrata e ragionevole collocazione nella stagione di riferimento; un approccio giocoso alla composizione delle collezioni, rintracciabile nel ricorso ad una personale competenza grafica ed illustrativa, ben visibile nella scorsa primavera/estate, più sottile nelle composizioni cromatiche dell’autunno/inverno 2018-2019. Anche l’inserimento di pezzi unici e la ricerca di tessuti di suggestive evocazioni, possono considerarsi elementi caratteristici del giovane e curioso designer. Attento ai suggerimenti e alle narrazioni delle esperienze in negozio, Miao si rivela ogni volta un abile e promettente interprete di quelle contaminazioni tra oriente ed occidente che sempre più serpeggiano nei riservati ambienti della moda.

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Come sempre, un’occasione per apprezzarne la scoperta, è accompagnarvi nello show-room di Parigi insieme a noi…

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Find the Fall/Winter Collection of Miaoran

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All’acme dell’estate, le prime consegne invernali distraggono dalle bollenti temperature esterne e dalla calma flemmatica delle città semi-deserte.

In negozio si assapora una nuova stagione che giorno per giorno prende forma intorno alle scelte fatte sei mesi fa, durante gli ordini di Milano e Parigi.

Non c’è da distrarsi dunque, perché le novità saranno davvero entusiasmanti: autori come Marc Le BihanRenli Su e molte altre sorprese, inedite poetiche che entreranno a integrare l’assortimento disponibile, proiettandolo su modernità globali veramente prolifiche, colte ed ingegnose.

Nell’attesa, un rapido sguardo sui nuovi arrivi, da Daniela Gregis a Boboutic, la 132. 5 di Issey Miyake, il nuno feltro di Cri-S e la Trippen


 

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Primo giorno d’autunno, 21 settembre 2017, all’interno dell’oratorio della Passione presso la basilica di Sant’Ambrogio a Milano, una grande struttura in legno spennellata di blu, indelebile ricordo di stabilimenti balneari impregnati di sole e salsedine, accoglie il pubblico riportandolo all’estate appena lasciata.

Interprete magistrale degli aspetti più identificativi delle stagioni, Daniela Gregis sottrae al pubblico ogni nostalgia estiva, rituffandolo con decisione nella futura primavera/estate 2018.

Il mare ne è la presenza dominante, citato nelle innumerevoli gradazioni dei blu, nelle inedite varianti delle più tipiche righe da marinaio, nelle lavorazioni a telaio, diversamente espresse: a fasce orizzontali o a riquadri di rete smagliata. L’ambiente marittimo, coi suoi ritmi distesi e i mestieri che ne espandono sapori e rituali, viene evocato nelle fibre leggere e colorate dei lini, negli  accessori, sacche e secchielli che conducono a spiagge riservate, ceste in paglia bicolore da riempire di spesa locale.

Il modus delle realizzazioni è sempre complesso: dalle cuciture ripassate e coperte all’interno ed esterno per rendere gli abiti reversibili, alle tecniche sperimentali su materiali del tutto naturali, come il lino ‘battuto’ e combinato in sovrapposizioni cromatiche da cui derivano colori finora inespressi, sapienti dosaggi di chiaro-scuri. Garze aeree, tele leggerissime o rilassate, lavate, altre ancora più sostenute, tra le innumerevoli possibilità di tradurre l’estate della designer di Bergamo, insieme a quegli immancabili elementi ludici rintracciabili nei suoi cotoni stampati: di pesciolini multicolor stilizzati o spennellate di cieli confusi e vitali.

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La stagione prende forma, suggerisce occasioni, avvicina e trattiene i giorni migliori…

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Scopri la nuova collezione primavera/estate 2018

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