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Abbigliamento

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Se anche le feste di Natale fossero un’occasione per offrire dei doni non così ovvi, dalle forme e firme ridondanti, bensì inediti, per materiali, per ingegno creativo e intensità di pensiero, qualche motivo per sbirciare nel nostro catalogo online o nel negozio di via Santa Lucia a Padova, si potrebbe trovare…

Dal cachemire di Suzusan, giovane giapponese già artefice di splendidi accessori in maglia di cachemire per Yohji Yamamoto, con sciarpe, coperte a pois e maglieria, tutte colorate con l’antica tecnica shibori, a spiazzare nelle colorazioni inusuali per la fibra solitamente più classica.

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Alle borse in morbidissima e leggerissima pelle colorata e trattata, di volta in volta, ad effetto carta, metallo o gomma dell’olandese Frrry

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Alla maglieria italiana di F-cashmere, la storica produzione di eccellenza nel cachemire, reversibile e di suggestive sfumature, o Very Busy, ancora reversibile e con inconsuete colorazioni a campiture.

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Alle introvabili essenze delle fragranze dei profumi di Comme des Garçons, riservate alle poche boutique che tengono il prestigioso marchio giapponese.

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I confortevoli cappelli dei giapponesi Chisaki, in taglia unica e dai materiali caldi ma mai irritanti e dalle forme modellabili a propria preferenza.

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A seconda del destinatario, il pensiero e la ricerca può perdersi tra cappotti, piumini, giacche o camicie di aziende più noti, come Issey Miyake, Comme des Garçons o tra i bollenti, poetici maglioni over di Junya Watanabe; avventurarsi nei tessuti lavorati dalla sapienza di Daniela Gregis, stupirsi dalle decorazioni tessili di Renli Su, ritrovarsi nel mondo più discreto di Casey Casey o nella modernità un po’ androgina di Forme d’Expression…senza continuare ad annoiarvi, c’è solo da immergersi e guardare, tra le molte foto e l’ampio assortimento.

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Il tutto, come ormai saprete, verrà comunque raccolto tra le personali, irriproducibili confezioni realizzate ad hoc dalle mani straordinarie di Heart Box e delle sue allieve…

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Vi lasciamo, coinvolgendovi in un brevissimo video, dove il Natale diviene astrazione e momento di libera creatività nello scorcio fisico della nostra boutique di via Santa Lucia, a Padova.

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All’acme dell’estate, le prime consegne invernali distraggono dalle bollenti temperature esterne e dalla calma flemmatica delle città semi-deserte.

In negozio si assapora una nuova stagione che giorno per giorno prende forma intorno alle scelte fatte sei mesi fa, durante gli ordini di Milano e Parigi.

Non c’è da distrarsi dunque, perché le novità saranno davvero entusiasmanti: autori come Marc Le BihanRenli Su e molte altre sorprese, inedite poetiche che entreranno a integrare l’assortimento disponibile, proiettandolo su modernità globali veramente prolifiche, colte ed ingegnose.

Nell’attesa, un rapido sguardo sui nuovi arrivi, da Daniela Gregis a Boboutic, la 132. 5 di Issey Miyake, il nuno feltro di Cri-S e la Trippen


 

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Photo by Pascal Maucuit

Photo by Pascal Maucuit

In un piovoso sabato mattina parigino, con la città ancora addormentata, si corre verso la sede che ospiterà la sfilata di Junya Watanabe: la facoltà di farmacologia in Rue de l’Observatoire, esattamente al capo opposto della fermata della metropolitana verso cui dovremo recarci in serata per quella di Comme des Garçons.

La pioggia, l’orario e la fretta nel cercare il modo più rapido per raggiungere la nostra destinazione, non favoriscono il buon umore, fino a ché, una volta appostate nell’imponente salone della facoltà, non veniamo risvegliate da un rock incalzante. Il ritmo sprona all’attenzione, l’incedere agguerrito delle modelle trascina i presenti in inevitabili, quanto personali, riflessioni sulla moda, sulla sua utilità o vacuità, soprattutto, genera una reale, diffusa e quanto mai palpabile percezione di entusiasmo incontenibile.

Junya Watanabe Fall/Winter 2017-2018

Come se il mondo improvvisamente si riappropriasse di ogni potenziale, le possibili silhouette proiettate sul futuro autunno/inverno di Junya Watanabe fomentano quella voglia di cambiamento che è il vulnus stesso della moda e la radicalità con cui il designer giapponese lo mette in scena è trascinante.

Fedele ad una propria visione ‘cybergiante’ della contemporaneità, Watanabe assembla materiali col suo tipico modulo origami che, in questa occasione, potremmo riconoscere nel cerchio: cavallino, pelle nera, macchie di leopardo, tutto rigorosamente in simil-pelle sintetica, borchie e pailletes ricompongono patch-work di culture ed epoche della storia del costume dalle forme più sperimentali. L’eccesso è il filo conduttore di elementi decorativi deformanti, che non delineano solo estetiche inedite, ma entrano a far parte e modificano la stessa struttura fisica umana. Cappe come scultoree ali tessili multicolor, private di qualsiasi poetica romantica e poste a difesa di ogni ipotetico attacco, tuniche che amplificano la circolarità dei chakra, cappotti sagomati intorno alla figura femminile a sfere asimmetriche accostate, possibili armature ultra-moderne contro l’avanzata del nulla creativo.

Junya Watanabe Fall/Winter 2017-2018

Junya Watanabe Fall/Winter 2017-2018

Junya Watanabe Fall/Winter 2017-2018

Junya Watanabe Fall/Winter 2017-2018

Junya Watanabe Fall/Winter 2017-2018

Junya Watanabe Fall/Winter 2017-2018

Ma l’eccesso si ripulisce infine, viene reso accessibile nelle scelte in show-room, rivelatrici di quanto sia percorribile e riconducibile nella frenetica vita quotidiana e quanto invece rimanga un esercizio visionario di pura e straordinaria arte tessile contemporanea.

 

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Zucca Fall/Winter 2017-2018 detail

Intorno al brand Zucca si aggrega un pubblico riservato, felicemente sorpreso ogni volta che, giunto in negozio, si ritrova immerso in un assortimento così poco frequente nelle boutique europee.

Produzione sempre giapponese, sostenuta dal gruppo A-Net, affiliato alla Maison Miyake e contenitore anche di Tsumori Chisato e Plantation, Zucca può vantare un proprio percorso ormai più che decennale, testimoniando una maturità consolidata.

Ripulito da certi elementi decorativi, forse un po’ troppo nipponici, risulta interessante per l’abilità con cui dettagli e particolari vengono introdotti per vivacizzare il quotidiano, dimensione in cui Zucca meglio si colloca. Il suo design infatti difficilmente si applica su capi da grandi occasioni, sa invece interpretare la vita di ogni giorno curandola con cuciture diagonali, lievi asimmetrie e stampe che, insieme ai volumi sempre confortevoli e all’uso del colore, permettono di vestire i diversi momenti della giornata, senza mai cedere al banale. Zucca rispetta i ritmi anche più frettolosi e concreti, velocizza il guardaroba, non impegna con costi esorbitanti e coltiva estetiche discrete, apprezzabili nel momento in cui, con grande facilità, si fanno indossare.

Zucca Fall/Winter 2017-2018

Zucca Fall/Winter 2017-2018

Zucca Fall/Winter 2017-2018

Zucca Fall/Winter 2017-2018

Un tour intorno alla nostra selezione per l’autunno/inverno 2017-2018, seguendo i pochi minuti delle nostre riprese dallo show-room di Parigi, può aiutare nell’immaginarsi all’interno di pesanti capi spalla, dal piumino tecnico ai lunghi cappotti in cotone biologico, dalla maglieria nei suoi diversi pesi, agli abiti stampati o decorati in georgette per occasioni di maggiore femminilità.

Zucca Show

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Junya Watanabe S/S Collection 2017

Di Junya Watanabe abbiamo sempre messo in luce la sua peculiare capacità interpretativa nell’allestire, in forma d’abito, le sollecitazioni predominanti del nostro tempo. Post-moderno, cyber-punk, sarto-filosofo di un’epoca attraversata da rapidissime trasformazioni, dove plastiche e inediti materiali, componenti di paesaggi industriali dismessi, sono intervenuti, di collezione in collezione, a dare forma alla sua personale metabolizzazione e lettura della contemporaneità.

Con la primavera/estate 2017 è l’anima più agguerrita del designer giapponese, prodotto dalla Maison Comme des Garçons, a manifestarsi nell’assolata passerella mattutina del Palais Du Tokyo. Assordante musica hard-rock accompagna il passo fiero ed affrettato di stralunate guerriere metropolitane, evidentemente insofferenti verso un presente sempre più spinoso ed esigente, oltremodo conformista.

A rinforzarne il ritmo, i classici elementi decorativi del movimento punk: creste ed altre acconciature scarmigliate e colorate, leggings sbrindellati e mini-gonne iper-succinte.

Junya Watanabe S/S Collection 2017

Photo by Vogue

Junya Watanabe S/S Collection 2017

Photo by Vogue

Junya Watanabe S/S Collection 2017

Photo by Vogue

Ma la citazione alla Watanabe non è nostalgica e pedissequa, bensì provocatoria e pungente. Lo spunto diviene occasione per procedere con gli esercizi origami, il modulo tessile si fa piramidale, gli spigoli metallici e minacciosi di borchie e piercing acquisiscono levità e grazia nelle lavorazioni in organza, fino all’estremizzazione stellare di un gilet – non a caso rosa pallido – tornando poi gravi nella pelle sintetica di borse e accessori.

Junya Watanabe S/S Collection 2017

L’oscillazione tra i poli opposti: grave e lieve, bellicoso e docile, compone e articola la collezione. Da un lato l’impeto e il vigore di volumi over, come felpe, parka e t-shirt e dall’altro la femminilità di silhouette definite nitidamente da drappeggi inaspettati, generati da cuciture semi-invisibili, di bouquet floreali e tessuti più accomodanti, come l’organza e il georgette.

Junya Watanabe S/S Collection 2017

Junya Watanabe S/S Collection 2017

Junya Watanabe S/S Collection 2017

Contro ogni previsione e riferimento, i due estremi coesistono in un nuovo equilibrio estetico, dove il reciproco controllo e potenziamento generano la più inattesa ed improbabile delle espressioni punk, la poesia!

Junya Watanabe S/S Collection 2017

Junya Watanabe S/S Collection 2017

Di seguito, la scelta IVO MILAN Radical Fashion direttamente dallo showroom di Place Vendôme, Paris:

 

Junya Watanabe S/S Collection 2017

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