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Norwegian Rain impermeabile caldo waterproof shop online ivomilan

È la Norvegia la terra natia di un marchio che, già nel nome, svela senza sorprese le proprie indubbie radici: Norwegian Rain!

Un prodotto unisex, che nell’apparente classicità delle forme riunisce caratteristiche basilari per climi freddi e piovosi. Le tele, rigorosamente di poliestere riciclato di origine giapponese, simulano la tessitura tipica di materiali tradizionali, come il gabardine di lana, e non rivelano invece proprietà altamente sofisticate e moderne, come la membrana al loro interno, che garantisce ad ogni impermeabile di essere al contempo traspirante e waterproof. Le cuciture termosaldate, a loro volta, impediscono all’acqua di insinuarsi nei temibili gocciolatoi di giuntura, permettendo una serena libertà, indifferente ai peggiori acquazzoni.

Sta proprio in questa discreta traduzione del capo hight-tech, solitamente connotato da zip colorate od improbabili grafiche rifrangenti e relegato nel più tecnico settore dell’abbigliamento sportivo, in capo-spalla dotato di una sua eleganza, l’aspetto più affascinante di questa realtà norvegese.

Vi è la modernità di un linguaggio nord europeo sensibile all’estetica, riconoscente a quel sapere formale giapponese che è facilmente rintracciabile nell’articolo continuativo, il Raincho, un capo a metà strada tra la mantella e lo sviluppo del kimono. Contribuiscono alla complessità pacata delle linee, particolari come le generose tasche interne, per riparare accessori vulnerabili, dal portafogli al telefono, cappucci regolabili nell’ampiezza con composte fettucce e bottoni, pannellini che possono sostituire sciarpe ingombranti, zip a scomparsa sulle tasche, utili sempre per non inzuppare il necessario, nel caso si voglia rinunciare anche all’uso della borsa.

Norwegian Rain affronta la quotidianità da prospettive concrete, ma con un’originale determinazione ad integrarsi con le proposte più complesse e creative dei grandi designer contemporanei!

Norwegian Rain impermeabile caldo shop online ivomilan

Impermeabile ampio Norwegian Rain tipo mantella in tela di poliestere riciclato, foderato in tela di poliestere e viscosa

Maglia A punto B al fianco in maglia di cachemire

Gonna ampia Comme des Garçons imbottita in matelassè di poliestere lavorato ad arazzo floreale

Cappello Altalen in feltro 100% lapin

Scarponcino ‘classico Trippen’ Mascha in pelle morbida di vacchetta

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Impermeabile Norwegian Rain al ginocchio in tela di poliestere riciclato, foderato in tela di poliestere e viscosa

Cardigan lungo e ampio Boboutic in maglia di lana merinos extrafine e poliammide lavorata a nodi irregolari

Camicia classica Comme des Garçons a uomo in popeline di cotone

Pantalone classico Comme des Garçons – Comme des Garçons a uomo in gabardine di lana, foderato in cupro

Scarpa Trippen Dippy in pelle di vacchetta liscia con chiusura diagonale

Norwegian Rain impermeabile waterproof shop online ivo milan

Impermeabile Norwegian Rain al ginocchio in tela di poliestere riciclato, foderato in tela di poliestere e viscosa

Abito longuette Zucca in maglia di nylon e alpaca stretch

Scarponcino ‘classico’ Trippen Mascha in pelle di morbida di vacchetta



 

 

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Sono ormai diversi anni che Rei Kawakubo, in arte Comme des Garçons, affida esclusivamente ad indizi, atmosfere ed evocazioni la propria rappresentazione della stagione in corso. Emancipata da ogni obbligo verso le aspettative del pubblico globale, la designer giapponese incanta con esibizioni molto più prossime al mondo dell’arte che al settore di appartenenza. In passerella non sfilano capi di abbigliamento, ma provocazioni tessili, strutture architettoniche che avvolgono i corpi sacrificali di modelle prestate a trasportare opere scultoree sovradimensionate, volutamente ingombranti e sproporzionate rispetto allo spazio disponibile.

Impossibile non chiedersi perché o quale sia il messaggio più verosimile contenuto in  questa deriva artistica. Forse un’auto-concessione alla libertà d’espressione, contro i monotoni binari imposti dalla realtà fisica del corpo femminile, o una sottile provocazione, contro uno star-system sempre più acritico ed esibizionista. Di certo, il dialogo non è finalizzato alla vendita. I capi in sfilata sono infatti straordinari pezzi da museo d’arte contemporanea o per collezioniste facoltose. A sfilare è un’idea, una suggestione del motivo ispiratore della stagione che si ritroverà poi tradotta e portabilissima, nello sviluppo in show-room. Per l’autunno/inverno 2016-2017 si assiste quindi a poetici collage di antichi tessuti, arazzi floreali che catapultano il pubblico nel XVIII secolo, il secolo dei lumi, della rivincita della ragione sull’ignoranza e la superstizione.

Rei Kawakubo però non è nostalgica e manierista, il collage è tenuto insieme da metallici bottoni a pressione, da tagli e cuciture a vivo, diagonali che frammentano l’armonia decorativa del tempo, insinuando elementi da lei stessa definiti Punk, nell’accezione più provocatoria del termine.

Pelle sintetica, borchie, costanti asimmetrie, e dettagli che possono osservarsi nei motivi cuciti su gonne, nelle curvature dei punti nodali delle articolazioni, rinforzati come fossero armature tessili. E prolunghe, anelli di congiunzione regolabili, una flessibilità da smontare e rimontare, un assestamento continuamente rimodulabile nelle lunghezze e in un delicatissimo equilibrio tra ordine e disordine. Non è infatti detto, che si riesca a tornare alla ricomposizione originaria, tante sono le alternative possibili. Modernità e tradizione si alternano anche nelle lavorazioni, dove l’antica sapienza giapponese collabora con gli esperimenti più arditi nelle multi-stratificazioni di tele di poliestere con pannelli di rayon, cupro e cotone, in un incontro che vede la materia determinare ed imporre la forma finale del pezzo, sia esso giacca, gonna o soprabito.

Inutile supporre quanto Rei Kawakubo, nell’allestire un inedito e personale sincretismo temporale, Punk ed illuminista, pensi a donne determinate a stare nel proprio tempo con il vigore e l’esuberanza di chi è dotato di autonomia critica ed immaginifica!

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Daniela Gregis SS16

Abirinzà, un suono più che una parola, attinto dalle ricorrenti cadenze della terra da cui Daniela Gregis trae ispirazione per la sua primavera/estate 2016, porta a noi indizi importanti sulla costruzione di una collezione particolarmente densa di motivi ornamentali. È infatti la Sardegna, con le sue tradizioni tessili radicate e complesse, l’uso diffuso e sapiente del telaio, ma anche con il ricco patrimonio di memorie e nostalgie, di ammentos, ad essere evocata in quell’espressione sonora, probabilmente inventata.

Daniela Gregis SS 2016

Daniela Gregis SS 2016

Abirinzà mulina i ricordi di anni di intenso lavoro adagiandoli come poetici loghi in inattese collocazioni, divenendo tasselli di patchwork sistematici, dove, ad accostarsi, sono due diverse possibilità: frammenti salvati dal passato e riassemblati in tele prossime a dei dipinti o più lente e laboriose tessiture, reti e garze, telaio e uncinetto, abbracciate in assoluta armonia.

Daniela Gregis SS16

Daniela Gregis SS 16

Daniela Gregis SS 16

La designer bergamasca certifica così ogni pezzo, rivendicando un’autenticità nelle acrobatiche peripezie dei pennelli, che macchiano e rianimano le reti di lino, unite al loro negativo in popeline di cotone, perché il processo va visto nella sua interezza, integrandosi nell’opera prima. Le sete, nella lucentezza scivolosa del crêpe de chine, divengono radiose tavolozze di colore colato, sia nei più contrastanti toni del rosso-blu, che nei meno radicali blu-azzurro pastello e bianco. O ancora i vichy, citati in altre stagioni, si ampliano, divengono decisi quadretti con spazi più larghi, sempre trattati nei lavaggi che ne contengono la rigorosa rigidità del cotone.

Daniela Gregis SS 2016

Daniela Gregis SS 16

Daniela Gregis SS 2016

Abirinzà son le porte aperte dei silos della memoria, abirinzà son le sorprese rigenerate nei mutamenti di pensiero, abirinzà è la primavera appena cominciata e ancora, abirinzà, son le ripartenze e le promesse di ben stare.

Dabiela Gregis SS16

Daniela Gregis SS 2016

Daniela Gregis SS 2016

Daniela Gregis SS 2016

Daniela Gregis SS16Scopri l’intera collezione ‘Abirinzà’ sul nostro catalogo online...

 

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book issey miyake taschen

In piena Paris Fashion Week per il prossimo autunno/inverno, si segnala un ulteriore, importantissimo riconoscimento al designer che più di ogni altro ha saputo connettere l’abbigliamento a concetti quali innovazione, sperimentazione e ricerca. Viene infatti lanciata, sabato 5 marzo, presso la boutique Issey Miyake di Rue Royale a Parigi, un’inedita monografia che la casa editrice Taschen ha dedicato all’opera del maestro giapponese e al suo prolifico ed iper tecnologico Design Miyake Studio, fondato nel 1970.

Un volume che, non a caso, esce quasi simultaneamente con l’esposizione che verrà inaugurata il 16 marzo presso il National Art Center di Tokyo, interamente allestita per celebrare la storia professionale e i contributi culturali introdotti dalle ricerche condotte nel corso degli anni dal team di ricercatori coinvolti nell’ambizioso progetto creativo di Issey Miyake.

Issey Miyake Taschen Book

book issey miyake taschen

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book issey miyake taschen

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Un lungo, approfondito racconto delle diverse tappe che hanno caratterizzato gli sviluppi del notissimo plissè di poliestere, oggi presente nei più prestigiosi negozi al mondo nella nuovissima versione denominata “Baked Stretch”.

baked stretch advertisment

Le possibilità cromatiche e formali aperte da questa innovativa lavorazione del materiale, cosiddetto ‘infornato’, poiché le pieghe prendono il loro aspetto dopo un processo di esposizione al calore che risulta molto simile a quello della lievitazione del pane, rivelano la maturità e l’estrema autonomia raggiunte dagli eccellenti collaboratori selezionati da Issey Miyake, tra i quali è impossibile non segnalare l’attuale direttore creativo della Maison, il giovane Yoshiyuki Miyamae.

Baked stretch vimeoClicca sull’immagine per guardare il video.

Per chi non avesse la possibilità di partecipare all’evento di Parigi, né tantomeno recarsi direttamente a Tokyo, potrà comunque perdersi nelle diverse pagine che descrivono il vastissimo e avveniristico repertorio del design giapponese. Il libro, è infatti già disponibile nello stesso sito della Taschen, mentre, nei prossimi mesi, sarà distribuito dalle comuni librerie e boutique autorizzate.

Issey Miyake dress 1.325 shrag SS16

Issey Miyake Top Skirt SS16

Issey Miyake Reversible Top Skirt SS16

Top e gonna reversibili.

Issey Miyake Top Trousers SS16

Issey Miyake Dress SS16

Issey Miyake Reversible Dress SS16

Abito reversibile.


 

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Dazed, Junya, Watanabe, SS16

Junya Watanabe primavera/estate 2016 dettaglio di sfilata, Dazed & Confused dazeddigital.com.

(Abito e collana in arrivo)

Di Junya Watanabe abbiamo sempre messo in luce la sua peculiare capacità interpretativa nell’allestire, in forma d’abito, le sollecitazioni predominanti del nostro tempo. Post-moderno, cyber-punk, sarto-filosofo di un’epoca attraversata da rapidissime trasformazioni, dove plastiche e inediti materiali, componenti di paesaggi industriali dismessi, sono intervenuti, di collezione in collezione, a dare forma alla sua personale metabolizzazione e lettura della contemporaneità.

Per la primavera/estate 2016 il pupillo di Rei Kawakubo-Comme des Garçons, tuttora prodotto dalla Maison giapponese, ha accolto il suo pubblico in un luogo emblematico di pressanti tematiche sociali, il Musée de l’Histoire de l’Immigration di Parigi.

Junya, Watanabe, Musèe, de, l'Immigration, SS2016

Il Musée de l’Histoire de l’Immigration di Parigi sulla copertina del lookbook di Junya Watanabe p/e 2016.

Un’indizio importante, un contenitore sensibile alle attuali pulsioni restrittive di un continente in stato d’allerta per gli imponenti fenomeni migratori di cui è testimone. Un suggerimento e insieme un invito a cambiare la prospettiva con cui si percepisce il presente, da un’ottica di emergenza ad una, piuttosto, di arricchimento, quello che solo un flusso di persone e quindi culture possono offrire, come il tempo ha saputo testimoniare.

Ed è il continente più problematico e caldo ad essere celebrato ed evocato, tradotto, con il consueto sguardo moderno alla Watanabe. Sonorità africane ed elettroniche accompagnano l’esuberanza dei colori e delle decorazioni in passerella: rossi caldissimi o blu tersi, intensi; caffetani e abiti zebrati, tuniche e camicie, capi disponibili ad affrontare le temperature più elevate, ma anche a predisporci a vacanze più distese ed evolute.

Junya, Watanabe, SS2016, Full, Fashion Show

Costanti asimmetrie, costruzioni ellittiche, sperimentali macchie di leopardo su carta giapponese e complessi movimenti tessili al fondo, portano l’Africa e le sue qualità cromatiche, formali e simboliche all’interno di circuiti metropolitani e apolidi, dove ogni estetica tradizionale si contamina e rigenera in singolari, quanto indipendenti, espressioni antropologiche.

Junya, Watanabe, Metalic, Rings, Dress, SS16

Abito lungo a caffetano Junya Waatanbe in tela leggera di poliestere a righe orizzontali stile ‘arredo’ e bracciale in alluminio, girocollo largo, ampia manica scesa, grandi bracciali metallici ai polsi removibili con laccetti e passanti.

Junya, Watanabe, SS 2016, Black, and, White, Dress

Abito zebrato Junya Watanabe in arrivo.

Collana multistrato Junya Watanabe ad anelli dal più piccolo al più grande in simil-pelle lucida di poliuretano e poliestere.

Fotografia dal lookbook di Junya Watanabe p/e 2016.

Junya, Watanabe, SS 2016, Black, Dress

Abito a robe-manteau asimmetrico Junya Watanabe in organza di poliestere con lavorazioni a piccole macchie tono su tono in carta giapponese, collo ampio a camicia sfalsata, manica scesa a ¾, chiusura con bottoni fino al fondo, costruzione a spirale.

Leggings a jeans 5 tasche Junya Watanabe in tela leggera di nylon e poliuretano stretch, lunghezza sopra alla caviglia, chiusura con zip e bottone, passanti per cintura.

Scarpa a uomo Massimo Giussani in pelle di vacchetta interamente dipinta a mano con due colori che sfumano l’uno sull’altro, con lacci e linguetta con elastico interno, suola in cuoio dipinta negli stessi colori della tomaia.

Junya, Watanabe, SS2016, White, Shirt

Camicia lunga e ampia Junya Watanabe in tela leggera di ramié, spalla raglan, manica lunga, linea a sacchetto sul retro e dritta sul davanti.

Pantalone ampio A punto B in popeline di cotone, elastico e lieve arricciatura in cintura, tasche a filo verticali ai lati.

Scarpa a uomo Massimo Giussani in pelle di vacchetta interamente dipinta a mano con due colori che sfumano l’uno sull’altro, con lacci e linguetta con elastico interno, suola in cuoio dipinta negli stessi colori della tomaia.

Junya, Watanabe, SS16, Red, Shirt

Camicia lunga e ampia Junya Watanabe in tela leggera di ramié, spalla raglan, manica lunga, linea a sacchetto sul retro e dritta sul davanti.

Pantalone ampio A punto B in tela di lino, elastico e lieve arricciatura in cintura, tasche a filo verticali ai lati.

Polacchino ‘classico Trippen’ alla caviglia in morbida pelle di muflone con punta rotonda, zip diagonale sulla tomaia, chiusura laterale con zip, soletta interna in sughero removibile, suola in gomma.

Junya, Watanabe, SS16, Blue, Shirt, Dress

Junya, Watanabe, SS2016, Blue, Dress, Back

Tunica ampia Junya Watanabe in tela leggera di ramié, collo a camicia con chiusura a serafino, manica scesa con fascetta più rigida, movimento a sacchetto con ripresa centrale a v rovesciata davanti e dietro sul fondo.

Leggings a jeans 5 tasche Junya Watanabe in tela leggera di nylon e poliuretano stretch, lunghezza sopra alla caviglia, chiusura con zip e bottone, passanti per cintura.

Scarpa a uomo Massimo Giussani in pelle di vacchetta interamente dipinta a mano con due colori che sfumano l’uno sull’altro, con lacci e linguetta con elastico interno, suola in cuoio dipinta negli stessi colori della tomaia.

Junya, Watanabe, SS2016, Blue, Cotton, Dress

Tunica ampia Junya Watanabe in tela leggera di cotone, girocollo con bottoncino posteriore, manica scesa con fascetta più rigida, movimento a sacchetto con ripresa laterale verso l’interno sul fondo.

Leggings a jeans 5 tasche Junya Watanabe in tela leggera di nylon e poliuretano stretch, lunghezza sopra alla caviglia, chiusura con zip e bottone, passanti per cintura.

Scarpa a uomo Massimo Giussani in pelle di vacchetta interamente dipinta a mano con due colori che sfumano l’uno sull’altro, con lacci e linguetta con elastico interno, suola in cuoio dipinta negli stessi colori della tomaia.

 


 

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