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   IVO MILAN – Radical Fashion Blog

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Abbigliamento

Zucca Fall/Winter 2017-2018 detail

Intorno al brand Zucca si aggrega un pubblico riservato, felicemente sorpreso ogni volta che, giunto in negozio, si ritrova immerso in un assortimento così poco frequente nelle boutique europee.

Produzione sempre giapponese, sostenuta dal gruppo A-Net, affiliato alla Maison Miyake e contenitore anche di Tsumori Chisato e Plantation, Zucca può vantare un proprio percorso ormai più che decennale, testimoniando una maturità consolidata.

Ripulito da certi elementi decorativi, forse un po’ troppo nipponici, risulta interessante per l’abilità con cui dettagli e particolari vengono introdotti per vivacizzare il quotidiano, dimensione in cui Zucca meglio si colloca. Il suo design infatti difficilmente si applica su capi da grandi occasioni, sa invece interpretare la vita di ogni giorno curandola con cuciture diagonali, lievi asimmetrie e stampe che, insieme ai volumi sempre confortevoli e all’uso del colore, permettono di vestire i diversi momenti della giornata, senza mai cedere al banale. Zucca rispetta i ritmi anche più frettolosi e concreti, velocizza il guardaroba, non impegna con costi esorbitanti e coltiva estetiche discrete, apprezzabili nel momento in cui, con grande facilità, si fanno indossare.

Zucca Fall/Winter 2017-2018

Zucca Fall/Winter 2017-2018

Zucca Fall/Winter 2017-2018

Zucca Fall/Winter 2017-2018

Un tour intorno alla nostra selezione per l’autunno/inverno 2017-2018, seguendo i pochi minuti delle nostre riprese dallo show-room di Parigi, può aiutare nell’immaginarsi all’interno di pesanti capi spalla, dal piumino tecnico ai lunghi cappotti in cotone biologico, dalla maglieria nei suoi diversi pesi, agli abiti stampati o decorati in georgette per occasioni di maggiore femminilità.

Zucca Show

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Junya Watanabe S/S Collection 2017

Di Junya Watanabe abbiamo sempre messo in luce la sua peculiare capacità interpretativa nell’allestire, in forma d’abito, le sollecitazioni predominanti del nostro tempo. Post-moderno, cyber-punk, sarto-filosofo di un’epoca attraversata da rapidissime trasformazioni, dove plastiche e inediti materiali, componenti di paesaggi industriali dismessi, sono intervenuti, di collezione in collezione, a dare forma alla sua personale metabolizzazione e lettura della contemporaneità.

Con la primavera/estate 2017 è l’anima più agguerrita del designer giapponese, prodotto dalla Maison Comme des Garçons, a manifestarsi nell’assolata passerella mattutina del Palais Du Tokyo. Assordante musica hard-rock accompagna il passo fiero ed affrettato di stralunate guerriere metropolitane, evidentemente insofferenti verso un presente sempre più spinoso ed esigente, oltremodo conformista.

A rinforzarne il ritmo, i classici elementi decorativi del movimento punk: creste ed altre acconciature scarmigliate e colorate, leggings sbrindellati e mini-gonne iper-succinte.

Junya Watanabe S/S Collection 2017

Photo by Vogue

Junya Watanabe S/S Collection 2017

Photo by Vogue

Junya Watanabe S/S Collection 2017

Photo by Vogue

Ma la citazione alla Watanabe non è nostalgica e pedissequa, bensì provocatoria e pungente. Lo spunto diviene occasione per procedere con gli esercizi origami, il modulo tessile si fa piramidale, gli spigoli metallici e minacciosi di borchie e piercing acquisiscono levità e grazia nelle lavorazioni in organza, fino all’estremizzazione stellare di un gilet – non a caso rosa pallido – tornando poi gravi nella pelle sintetica di borse e accessori.

Junya Watanabe S/S Collection 2017

L’oscillazione tra i poli opposti: grave e lieve, bellicoso e docile, compone e articola la collezione. Da un lato l’impeto e il vigore di volumi over, come felpe, parka e t-shirt e dall’altro la femminilità di silhouette definite nitidamente da drappeggi inaspettati, generati da cuciture semi-invisibili, di bouquet floreali e tessuti più accomodanti, come l’organza e il georgette.

Junya Watanabe S/S Collection 2017

Junya Watanabe S/S Collection 2017

Junya Watanabe S/S Collection 2017

Contro ogni previsione e riferimento, i due estremi coesistono in un nuovo equilibrio estetico, dove il reciproco controllo e potenziamento generano la più inattesa ed improbabile delle espressioni punk, la poesia!

Junya Watanabe S/S Collection 2017

Junya Watanabe S/S Collection 2017

Di seguito, la scelta IVO MILAN Radical Fashion direttamente dallo showroom di Place Vendôme, Paris:

 

Junya Watanabe S/S Collection 2017

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Comme des Garçons Spring/Summer 2017

Mentre è ormai imminente l’esposizione al Metropolitan Museum of Art Costume Institute di New York, dedicata al lavoro di Rei Kawakubo-Comme des Garçons e curata da Andrew Bolton (verrà inaugurata il prossimo 4 maggio), il celebre magazine online, AnOther, svela in un lungo articolo lo show-room della nota Maison giapponese, il tempio dell’anti-moda per eccellenza.

Another Mag - Rei Kawakubo show-room
Photo by AnOtherMag

Un ottimo spunto per condurvi al suo interno con le nostre riprese della primavera/estate 2017. Materiale di rara eccezionalità, una concessione ottenuta col lavoro di lunga data insieme e con una peculiare organizzazione dell’attività in negozio, di preparazione, memoria storica e archivistica e, soprattutto, di avvicinamento alle nuove proposte a destinatari altrimenti poco assistiti dalla scarsa comunicazione disponibile su questo genere di abbigliamento.

Comme des Garçons Spring/Summer 2017 show-room video

Da qualche anno Rei Kawakubo utilizza la passerella come spartito su cui comporre il cerimoniale delle sue collezioni. Non più suggerimenti su cosa indossare nel corso della stagione, bensì intuizioni filosofiche tradotte in forme tessili complessissime, da cui attingere indizi sui tessuti e pesi che comporranno l’assortimento stagionale. La designer indaga lo spirito del tempo e lo confeziona presentandolo ad un pubblico teso nel sacrificio di una comprensione sempre meno accessibile e decifrabile ma, nella sua astratta lontananza, sempre più poetica e teatrale.

Comme des Garçons S/S 2017 defilé

Comme des Garçons Spring/Summer 2017 defilé/Crash

Photo by Crash

Nello spazio di Place Vendôme, le sagome ingombranti si ridimensionano, divengono abiti percorribili, che non negano la silhouette femminile con gli eccessi promessi in sfilata. Il camouflage è portabile nelle asimmetrie di giacche e t-shirt. Le inquietanti imbottiture per l’estate si traducono in pieghe irregolari, soluzioni stilistiche che amplificano il movimento dei capi o in elementi decorativi di più semplice utilizzo e composizione.

 

La selezione si svolge nello spazio rubato alle enormi installazioni ordinate in sequenza, opere prime sottratte alla scena, immersi nella colonna sonora che, in loop per giornate intere, evoca e rinforza le suggestioni del recentissimo spettacolo scenico.

Comme des Garçons camouflage dress S/S 2017

Comme des Garçons camouflage jacket S/S 2017

Comme des Garçons cotton light dress S/S 2017

Comme des Garçons polyester dress S/S 2017

Comme des Garçons padre gilet S/S 2017

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Carrellate, scorci e zoomate…suggerimenti per doni natalizi, ma anche per rivedere gli abbinamenti della stagione nel suo avvicinarsi al solstizio d’inverno!

Maglia ampia Daniela Gregis al fianco in maglia rasata di cachemire

Gonna ampia A punto B sotto al ginocchio in tela morbida di lana e lino bicolore

Sciarpa grande Daniela Gregis in garza di cachemire con fiammate verticali di colore in contrasto

Scarponcino ‘classico Trippen’ MASCHA in pelle morbida di vacchetta

Cappotto Plantation – Tokyo lungo in chevron di lana foderato in cupro

Maglia al fianco Yohji Yamamoto in maglia di yak

Gonna lunga Y’S Yohji Yamamoto asimmetrica in cotone lavorato ad arazzo floreale

Cappello Altalen in feltro 100% lana

Polacchino Trippen LILA alla caviglia in pelle di vacchetta liscia

Cappotto Forme d’Expression al ginocchio in crêpe di cotone lana, nylon e poliammide con profili a taglio vivo sfrangiati

Abito Aodress – Japan sotto al ginocchio in garza di lana con riquadri cuciti di diverse tonalità e dimensioni

Cappello Altalen in feltro 100 % lana

Sciarpa grande Daniela Gregis in maglia di lana spazzolata da un lato e rasata dall’altro

Scarponcino ‘classico Trippen’ MASCHA in pelle morbida di vacchetta

Cappotto Daniela Gregis sopra al ginocchio in crêpe di lana imbottito con interno in mussola di cachemire

Gonna Comme des Garcons salopette in tela lavorata ad arazzo floreale di poliestere, rayon, acrilico e nylon

Maglia A punto B corta in maglia di cachemire, girocollo ampio, manica lunga scesa, linea ampia al fondo

Polacchino Trippen SLOW alla caviglia in pelle di vacchetta liscia e opaca

 

…e che si tratti di un regalo o di una concessione personale per vedersi finalmente diverse, le vostre scelte saranno comunque racchiuse negli scrigni artigianali di HeartBox!

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Plantation coat fall/winter 2016-17

Dietro l’apparente semplicità di una linea concentrata nella realizzazione di capi-spalla, si cela la storia di un progetto decisamente lungimirante, il cui esordio risale al lontano 1981, quando Issey Miyake lanciò il brand dal nome evocativo: Plantation.

Occorre fare lo sforzo di immedesimarsi in anni in cui il prêt-à-porter era governato da tendenze che enfatizzavano i valori dominanti del tempo: potere, carriera, lusso ed estrema celebrazione della bellezza fisica femminile. Spalle larghe, tacchi a spillo, collant e paillettes, semplificando molto, altro non erano che i simboli estetici di un sistema valoriale che attraverso l’abito, non solo si rappresentava, ma allo stesso tempo si consolidava.

Nel bel mezzo del successo e consenso che questi linguaggi così effervescenti nel direzionare i desideri del grande pubblico ottenevano, Issey Miyake, tra le tante esperienze già in piedi, fondò la linea che ancora oggi porta il nome di battesimo.

La forza ideativa della collezione stava proprio nella radicale presa di distanza da quanto accadeva nel mondo della moda. Plantation nasceva infatti con velleità opposte: ignorare completamente la funzione identificativa e prevaricatoria dell’abito, strutturandosi intorno a valori molto concreti, quali il comfort e la fruibilità nella vita di ogni giorno con forme poco assertive e riconoscibili, vestendo le persone con materiali prevalentemente artigianali e naturali, dall’aspetto umile, lane per l’inverno, lino e cotone per l’estate. Fu un progetto molto interessante e duraturo, sospeso solo per l’estrema vivacità sperimentale del Miyake Design Studio e l’alternanza di nuovi direttori creativi tra la fine degli anni novanta e i primi anni 2000.

Plantation Issey Miyake

Con l’autunno/inverno 2016-2017 è il gruppo A-Net, affiliato alla Maison Miyake e contenitore anche dei brand Zucca e Tsumori Chisato, a rilanciare il progetto in Europa. Molto atteso tra gli affezionati, Plantation ritorna quindi, in tempi per certi versi analoghi a quelli della sua fondazione, con la propria ‘modernità formale’, definita da tagli più lineari e puliti rispetto alle acrobazie creative proprie della scuola giapponese, sensibile al calore tessile e a stare nel quotidiano con discrezione. La sapienza del marchio si ritrova in soluzioni decisamente pratiche: la reversibilità di piumini costruiti nella tipica tela liscia da un lato e dall’altro in più opache e calde sembianze da cappotto; cappucci avvolgenti; colli importanti, ma sempre sistemabili a piacere; doppio petto con girocolli che facilitano e reclamano il complemento invernale per eccellenza, la sciarpa, ad integrazione e supporto di una semplicità difesa con estrema determinazione.

Plantation invita a una quotidianità confortevole e, trattandosi di capi-spalla dal lungo uso, tra gli obiettivi vi è anche una ragguardevole cura a non eccedere con un design troppo invadente da stancare alla seconda stagione.

Plantation Issey Miyake

Plantation Issey Miyake coat

Plantation Issey Miyake coat

Plantation Issey Miyake coat

Plantation Issey Miyake coat

Plantation Issey Miyake coat

Plantation Issey Miyake

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