www.ivomilan.it

   IVO MILAN – Radical Fashion Blog

Archive
Design

Issey Miyake Inc.

Tra i profani, ancora oggi il nome della più avveniristica tra le Maison del prêt-à-porter è associato ad un profumo, l’Eau d’Issey.

Un binomio inspiegabile e paradossale se ci si addentra nella vastissima ed iper-tecnologica produzione tessile che, da quasi mezzo secolo, identifica il marchio Issey Miyake. Non solo l’azienda è infatti titolare di diversi altri brand, tra cui Pleats Please, BaoBao, Cauliflower, 1 3 2.5, ecc., ma soprattutto rimane al centro dell’attenzione dei maggiori musei d’arte contemporanea e di molte tra le più prestigiose riviste e pubblicazioni di arte, architettura e design.

Issey Miyake Cartier Fondation

Le ragioni di riconoscimenti tanto autorevoli e frequenti stanno senz’altro nell’estensione dei confini che normalmente costringono la materia stessa dell’opera, il tessuto, trasformandola in fibra plastica per eccellenza, sulla quale intervenire con tutta la complessità e libertà ideativa del creare, rispondendo a domande di partenza molto semplici: agilità nei movimenti, comfort e, naturalmente, estetica.

Se l’espressione che meglio inquadra il lavoro del Miyake Design Studio, un laboratorio che concentra genialità ingegneristiche ed informatiche, è il plissé, occorre oggi addentrarsi nelle sue diverse realizzazioni, in una costante connessione tra forma e colore. Da un lato abbiamo lo ‘steam-stretch‘ che, semplificando, utilizza il calore del vapore per dare rilievo alla piega, spesso riconoscibile dalle volute a spirale che percorrono il capo, sia esso abito, giacca o maglia. Dall’altro, l’ultimo e più complesso ‘baked stretch‘, dove il processo di definizione formale dell’oggetto finito avviene tramite un’ingegnosa combinazione di pigmenti stesi sul poliestere che, entrando in appositi forni, seguono lo sviluppo tridimensionale dell’articolo finale attraverso un fenomeno di lievitazione.

La sintesi di questi esperimenti può risultare semplice da comprendere solo se ignora che, in entrambi i casi, le équipe di lavoro operano su capi che sono già stati costruiti in partenza e che si rivelano nella loro forma conclusiva e definitiva dopo aver subito il trattamento tessile.

L’idea che l’abito possa diventare un’occasione artistica a tutti gli effetti e la sua dimostrazione nelle astrazioni concretizzate nei prodotti di Issey Miyake, spiegherebbero l’interesse della stampa specializzata verso la Maison, l’onore di poter essere esposti nelle maggiori gallerie d’arte contemporanea e, probabilmente, l’opposta impreparazione del grande pubblico, alieno a tutto ciò che i media non reclamizzano con forza per renderlo semplice e riconoscibile.

Issey Miyake Exhibition at the National Art Center in Tokyo

Le immagini che seguono mostrano esempi sia dello steam stretch che del baked stretch. Entrambi, avendo come materiale di base il poliestere, si prestano per essere indossati sia nella stagione invernale che in quella estiva, nel primo caso stratificando e, nel secondo, ovviamente, mantenendo le nudità di partenza.

Ma è possibile osservare altre poetiche manifestazioni della Maison nelle maglie, con le colorazioni del cosmo tinte a mano e poi trasferite sul plissé ad effetto seta, o nello straordinario affresco in cotone e poliestere del soprabito, dove la tela liscia incontra in continuità la piega elastica delle parti plissettate nei punti di maggior movimento del torso e lungo le braccia.

La debole differenziazione tra autunno/inverno e primavera/estate è un’ulteriore dimostrazione dell’estrema funzionalità e fruibilità di un abbigliamento congegnato per risolvere i più ricorrenti dei problemi: l’essere in viaggio, tra diverse condizioni meteorologiche; la facilità nel lavaggio; l’impossibilità di stirare; il lungo utilizzo nell’arco di una giornata, scandita dalle routine quotidiane del mattino ai momenti serali di maggior scambio sociale.

Issey Miyake Collezione autunno/inverno 2016-17

Issey Miyake Collezione autunno/inverno 2016-17

Issey Miyake Collezione autunno/inverno 2016-17

Issey Miyake Collezione autunno/inverno 2016-17

Issey Miyake Collezione autunno/inverno 2016-17

Issey Miyake Collezione autunno/inverno 2016-17

 

Scopri tutta la selezione online di Issey Miyake nel nostro sito:

http://www.ivomilan.com/it/Tutte_le_collezioni-0/All-0/ISSEY_MIYAKE-47/e-shop.htm

 

Read More

Norwegian Rain impermeabile caldo waterproof shop online ivomilan

È la Norvegia la terra natia di un marchio che, già nel nome, svela senza sorprese le proprie indubbie radici: Norwegian Rain!

Un prodotto unisex, che nell’apparente classicità delle forme riunisce caratteristiche basilari per climi freddi e piovosi. Le tele, rigorosamente di poliestere riciclato di origine giapponese, simulano la tessitura tipica di materiali tradizionali, come il gabardine di lana, e non rivelano invece proprietà altamente sofisticate e moderne, come la membrana al loro interno, che garantisce ad ogni impermeabile di essere al contempo traspirante e waterproof. Le cuciture termosaldate, a loro volta, impediscono all’acqua di insinuarsi nei temibili gocciolatoi di giuntura, permettendo una serena libertà, indifferente ai peggiori acquazzoni.

Sta proprio in questa discreta traduzione del capo hight-tech, solitamente connotato da zip colorate od improbabili grafiche rifrangenti e relegato nel più tecnico settore dell’abbigliamento sportivo, in capo-spalla dotato di una sua eleganza, l’aspetto più affascinante di questa realtà norvegese.

Vi è la modernità di un linguaggio nord europeo sensibile all’estetica, riconoscente a quel sapere formale giapponese che è facilmente rintracciabile nell’articolo continuativo, il Raincho, un capo a metà strada tra la mantella e lo sviluppo del kimono. Contribuiscono alla complessità pacata delle linee, particolari come le generose tasche interne, per riparare accessori vulnerabili, dal portafogli al telefono, cappucci regolabili nell’ampiezza con composte fettucce e bottoni, pannellini che possono sostituire sciarpe ingombranti, zip a scomparsa sulle tasche, utili sempre per non inzuppare il necessario, nel caso si voglia rinunciare anche all’uso della borsa.

Norwegian Rain affronta la quotidianità da prospettive concrete, ma con un’originale determinazione ad integrarsi con le proposte più complesse e creative dei grandi designer contemporanei!

Norwegian Rain impermeabile caldo shop online ivomilan

Impermeabile ampio Norwegian Rain tipo mantella in tela di poliestere riciclato, foderato in tela di poliestere e viscosa

Maglia A punto B al fianco in maglia di cachemire

Gonna ampia Comme des Garçons imbottita in matelassè di poliestere lavorato ad arazzo floreale

Cappello Altalen in feltro 100% lapin

Scarponcino ‘classico Trippen’ Mascha in pelle morbida di vacchetta

Norwegian Rain impermeabile caldo waterproof shop online ivomilan

Impermeabile Norwegian Rain al ginocchio in tela di poliestere riciclato, foderato in tela di poliestere e viscosa

Cardigan lungo e ampio Boboutic in maglia di lana merinos extrafine e poliammide lavorata a nodi irregolari

Camicia classica Comme des Garçons a uomo in popeline di cotone

Pantalone classico Comme des Garçons – Comme des Garçons a uomo in gabardine di lana, foderato in cupro

Scarpa Trippen Dippy in pelle di vacchetta liscia con chiusura diagonale

Norwegian Rain impermeabile waterproof shop online ivo milan

Impermeabile Norwegian Rain al ginocchio in tela di poliestere riciclato, foderato in tela di poliestere e viscosa

Abito longuette Zucca in maglia di nylon e alpaca stretch

Scarponcino ‘classico’ Trippen Mascha in pelle di morbida di vacchetta



 

 

Read More

Sono ormai diversi anni che Rei Kawakubo, in arte Comme des Garçons, affida esclusivamente ad indizi, atmosfere ed evocazioni la propria rappresentazione della stagione in corso. Emancipata da ogni obbligo verso le aspettative del pubblico globale, la designer giapponese incanta con esibizioni molto più prossime al mondo dell’arte che al settore di appartenenza. In passerella non sfilano capi di abbigliamento, ma provocazioni tessili, strutture architettoniche che avvolgono i corpi sacrificali di modelle prestate a trasportare opere scultoree sovradimensionate, volutamente ingombranti e sproporzionate rispetto allo spazio disponibile.

Impossibile non chiedersi perché o quale sia il messaggio più verosimile contenuto in  questa deriva artistica. Forse un’auto-concessione alla libertà d’espressione, contro i monotoni binari imposti dalla realtà fisica del corpo femminile, o una sottile provocazione, contro uno star-system sempre più acritico ed esibizionista. Di certo, il dialogo non è finalizzato alla vendita. I capi in sfilata sono infatti straordinari pezzi da museo d’arte contemporanea o per collezioniste facoltose. A sfilare è un’idea, una suggestione del motivo ispiratore della stagione che si ritroverà poi tradotta e portabilissima, nello sviluppo in show-room. Per l’autunno/inverno 2016-2017 si assiste quindi a poetici collage di antichi tessuti, arazzi floreali che catapultano il pubblico nel XVIII secolo, il secolo dei lumi, della rivincita della ragione sull’ignoranza e la superstizione.

Rei Kawakubo però non è nostalgica e manierista, il collage è tenuto insieme da metallici bottoni a pressione, da tagli e cuciture a vivo, diagonali che frammentano l’armonia decorativa del tempo, insinuando elementi da lei stessa definiti Punk, nell’accezione più provocatoria del termine.

Pelle sintetica, borchie, costanti asimmetrie, e dettagli che possono osservarsi nei motivi cuciti su gonne, nelle curvature dei punti nodali delle articolazioni, rinforzati come fossero armature tessili. E prolunghe, anelli di congiunzione regolabili, una flessibilità da smontare e rimontare, un assestamento continuamente rimodulabile nelle lunghezze e in un delicatissimo equilibrio tra ordine e disordine. Non è infatti detto, che si riesca a tornare alla ricomposizione originaria, tante sono le alternative possibili. Modernità e tradizione si alternano anche nelle lavorazioni, dove l’antica sapienza giapponese collabora con gli esperimenti più arditi nelle multi-stratificazioni di tele di poliestere con pannelli di rayon, cupro e cotone, in un incontro che vede la materia determinare ed imporre la forma finale del pezzo, sia esso giacca, gonna o soprabito.

Inutile supporre quanto Rei Kawakubo, nell’allestire un inedito e personale sincretismo temporale, Punk ed illuminista, pensi a donne determinate a stare nel proprio tempo con il vigore e l’esuberanza di chi è dotato di autonomia critica ed immaginifica!

Read More

Nel pieno della nuova stagione autunnale, abbiamo il piacere di tornare ad accompagnarvi nella scoperta delle collezioni che danno forma al nostro catalogo stagionale. Riprendendo dunque la buona prassi di presentare i nuovi arrivi, iniziamo con una new-entry, la designer italo-svizzera:

Elisa Wild

In assoluta anteprima mondiale, la sua opera è ospitata all’interno dei nostri due luoghi d’elezione: online e nel negozio di Padova. Prolifica non solo nella produzione tessile, Elisa Wild ci coinvolge anche in una dettagliata narrazione del proprio lavoro e del percorso che l’ha condotta a costruire abiti. Con le sue parole…

“L’inizio di questa avventura è, come spesso accade, una passione…La passione per i tessuti e per la possibilità di manipolarli, di plasmarli quasi fossero “materia bruta” da scolpire. La compatibilità tra materiale e procedimento è il presupposto essenziale del progetto, perché ogni tessuto risponde in modo diverso alla manipolazione.

Per tanti anni ho fatto un lavoro di ricerca, studio e sperimentazione continue per stimolare/ispirare gli uffici stile delle star del sistema moda con sofisticate lavorazioni del tessuto. Ma solo adesso con questi abiti sto realizzando il sogno che ha sempre accompagnato la mia attività professionale: gestire autonomamente l’intero percorso creativo, concettuale e tecnico che porta alla realizzazione del “prodotto”.

Il progetto diventa così un sistema in cui il tessuto selezionato, la sua specifica lavorazione e l’intera costruzione dell’oggetto-abito si fondono per restituirci effetti inediti in forma indossabile. Finalmente le “costruzioni tessili” per cui siamo conosciuti tra gli addetti ai lavori sono degli abiti, quegli abiti tanto immaginati. Quasi che i pensieri, le idee, le fantasie e gli schizzi contenute in miriadi di taccuini avessero trovato il momento e il modo per prendere forma. Credo che nel nostro laboratorio siano state studiate e sperimentate tutte le tecniche artigianali per ottenere effetti speciali su materiali tessili.

L’ABITO BOLLE deve la sua forma ad una grafica specifica molto irregolare disegnata a mano già tenendo conto del movimento che il tessuto subirà dopo che il percorso sarà stato ricalcato dalla elasticatura. E’ un lavoro tutto artigianale e per certi versi empirico…replicare in serie un procedimento di questo genere significa decidere di misurarsi con una certa complessità.

Forse chi vede l’abito finito fatica a comprendere come sia delicato l’equilibrio tra l’effetto della lavorazione e la forma dell’abito, un equilibrio dato da uno studio accurato delle grafiche, delle proporzioni e delle procedure. Si tratta di Alta Artigianalità.

Nell’ABITO ORIGAMI l’idea della lavorazione, o assemblaggio di fasce di tessuto a incastro tridimensionale, e il modello dell’abito sono state elaborate parallelamente con il risultato che il davanti dell’abito è un sistema modulare compatto in cui tutte le parti sono interconnesse. Infine la scelta del tessuto specifico tela di lana lino molto secca e leggera che può essere lavorata in doppio e prende bene la piega dei cosiddetti origami. La forza che ne risulta è intrinseca, contenuta in una forma semplice e la tempo stesso scultorea.

Nell’ABITO NODI è stato elaborato un modello speciale con una struttura che attraversa l’abito verticalmente, una specie di pettine i cui denti sono delle fascette di tessuto. Solo alla fine della confezione quando tutto è perfettamente rifinito si passa all’annodatura manuale di queste fascette e pian piano l’abito cambia prendendo la sua forma finale grazie ad una spina di nodi-fiocchi che raccoglie il tessuto ai lati”.

Un made in Italy colto, che sa misurarsi con le sfide più ardite della grande scuola giapponese, sapendo però difendere e definire una propria autenticità creativa.

 

Read More

Summer Sale S/S 2016 Ivo Milan

Con l’insistere dell’estate e i primi arrivi del prossimo autunno-inverno in preparazione, un inedito sguardo al catalogo della stagione in corso può divenire occasione per restituire al periodo il meritato protagonismo. Caldo, afa e vagheggianti pensieri di ferie imminenti reclamano pesi leggeri e invitano a considerare un guardaroba non del tutto concluso e coerente con le temperature del momento.

Insieme a Jennicka, gli scatti di Sari nei dintorni del negozio di Padova vi condurranno in un rapido tour di proposte estive, tutte naturalmente alleggerite dal favorevole clima dei nostri saldi stagionali.

 

Y's Yohji Yamamoto trousers dress 2016

 

Abito Y’s Yohji Yamamoto a due pezzi: t-shirt ampia in jersey di cotone, manica corta, ampio scollo a v, bottoncini al fondo da chiudere sulle asole del pantalone sarouel in principe di Galles di poliestere e poliuretano, con cintura e marsupio removibili, due tasche a filo verticali ai lati. T-shirt e pantalone si possono separare

Cappello Sha in fibra doppia di abaca con tesa più larga ai lati e più stretta dietro, bordata con piccolo nastro in cotone

Scarpa Trippen (SPIDER) a ballerina in morbida pelle di vacchetta, aperta sulla parte superiore, chiusura con lacci, fettucce di pelle che fuoriescono dai lati facendo un disegno a ‘ragno’, suola in gomma a due gusci separati

Junya Watanabe dress ss 2016

Abito longuette Junya Watanabe in georgette di poliestere con stampa zebrata, manica scesa, ampio scollo rotondo ad effetto sciallato su di un altro abito, spacchetto centrale posteriore, linea lievemente asimmetrica


Comme des Garçons-Comme des Garçons outfit S/S 2016

Camicia ampia Comme des Garçons-Comme des Garçons in popeline di cotone, tagliata con cucitura e pieghe stile ‘impero’, colletto arrotondato, chiusura con laccetti sul davanti, manica corta, lunghezza al fianco, indossabile anche a giacchino aperto

Gonna lunga e ampia Comme des Garçons-Comme des Garçons con pieghe in tela di lino lavata e stampata con pois bicolori, elastico e coulisse in cintura, tasche a filo verticali ai lati

T-shirt over Un-Namable in jersey di cotone fiammato, girocollo ampio, linea a cerchio, maniche scese asimmetriche a pipistrello con profili a taglio vivo, cucitura centrale verticale davanti e dietro

Pantalone morbido Un-Namable in crêpe di cotone a sottili righe verticali, pannellino diagonale sul davanti, elastico in cintura, un taschino diagonale di lato

Borsa grande Daniela Gregis in paglia di foglie di palma lavorata a mano avvolta da un ampio telo in vichy di cotone con nodi che passano attraverso 4 fori nella parte superiore facendo da doppi manici. Il telo si può indossare a scialle (h cm. 30 x l cm. 32 x p cm. 20)

Sandalo Trippen (IBIZA) a infradito in morbida pelle di alce e parti in pelle di vacchetta con lieve contrasto di colore, fascia ampia e asimmetrica che avvolge un lato del piede, chiusura con velcro sul davanti, aperto sul retro, classica suola in gomma arrotondata


Abito longuette Un-Namable doppiato in mussola di cotone trattata e stampata con riprese ad effetto nuvola, girocollo ampio, senza maniche, cucitura diagonale in vita, fondo ampio con ripresa laterale e cimossa al fondo, profili a taglio vivo, linea ampia e asimmetrica

Cappello Yesey in paglia a tesa larga

Sandalo Trippen (HOREN) a infradito in morbida pelle di vacchetta lungo il profilo con punta libera, anello per infradito separato, intreccio con laccio da scarpe lungo la parte superiore del piede con chiusura da annodare alla caviglia, classica suola in gomma arrotondata

 

Read More