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   IVO MILAN – Radical Fashion Blog

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Già in passato abbiamo avuto occasione di presentare l’eccezionalità di Boboutic, brand italiano specializzato nella produzione di maglieria.

Un tema da cui ci si aspetta appunto lo sviluppo di maglie, più o meno creative, colorate, dai bei filati, non certamente un’intera collezione che della maglia non ha nulla di riconoscibile.

La sfida di Michel e Cristina, l’affiata coppia di designer del brand, è infatti quella del costante spiazzamento rispetto ai cliché tradizionali del settore: la maglia non si manifesta in quegli standard tipici della categoria, ma sistematicamente diviene altro, molto più simile al tessuto: shantung, stuoie, tweed e tanto altro.

Entrare nello show-room di Boboutic è ogni volta un piacere, quello che deriva dalla grande aspettativa rispetto a quanto di nuovo hanno da proporre e alle sembianze che potranno prendere le sperimentazioni dei filati pregiati: cachemire, seta, lino e cotoni dai nomi tanto rari, suviv, frisée.

Nella pulizia delle silhouette apparentemente semplici, un po’ over e di sicura influenza giapponese, la maglia si fa capo d’abbigliamento ambizioso, giacca, abito, caban, soprabito, cappotto, ma anche pantalone, senza mai presentarsi come solitamente viene immaginata. L’esito è un prodotto sofisticato, sperimentale, di intrecci e lavori meticolosi, texture leggere, fantasie complesse, mantenendo sempre un garbo discreto e un’immagine di rigorosa modernità dal sapore internazionale.


Un’attenzione particolare viene data ai pesi, corretti ed equilibrati per le diverse stagioni e, proprio perché di maglia si tratta, al comfort eccezionale delle vestibilità per natura elastiche e mai opprimenti.

Un’occasione per assaporare l’atmosfera del mondo Boboutic è entrare con noi in show-room a respirarne la freschezza innovativa dai toni pacati delle fibre naturali preferite…

 

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Una formazione alla China Textile University di Shanghai e una laurea in fashion design a Londra, alla Central Saint Martins, segnano gli esordi di Uma Wang, la prima designer cinese ad essere accolta sulle passerelle della Fashion Week milanese e ormai, da diversi anni, in quelle parigine.

La sapienza tessile e la forte personalità della designer le hanno fatto ottenere in breve tempo premi e riconoscimenti internazionali: da BoF 500, al Council of Fashion Designers of America, solo per citarne alcuni. Oggi è considerata una figura di rilievo del fashion system di avanguardia, tra i nomi che stanno plasmando una direzione importante all’interno dello slow-fashion contemporaneo.

Il tratto è facilmente riconoscibile dai colori a bassa saturazione, alle sovra-tinture che generano sfumature coinvolgenti, ai tessuti increspati e trattati, spesso tagliati a vivo, con un’impronta dal sapore asiatico contaminato dall’haute couture occidentale e dalla trasversalità culturale delle grandi metropoli globali.

 

Le silhouette descrivono una femminilità più esplicita, nei capi aderenti e confortevoli grazie alla presenza dell’elastan, o più sofisticata nei volumi ampi e costruiti, ricchi di dettagli che disegnano strutture di complessa sartorialità architettonica.

Prodotta in Italia da Olmar&Mirta, storica casa produttrice di Rick Owens, particolarmente esperta anche nell’ambito della maglieria, Uma Wang è un esempio felice di globalizzazione virtuosa, in cui le esperienze e i saperi tradizionali sanno mescolarsi non solo con gli sviluppi del presente, ma divengono capo-fila di nuove espressività e tracce creative per inediti intrecci culturali di geografie lontane e sempre più emergenti.

 

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Riprendiamo il filo delle nostre consuete condivisioni, un sintetico ”The Choices of Ivo Milan” sulle personali selezioni dalle Fashion Week di Milano e Parigi, durante i passaggi nei vari show-room, mentre i capi vengono indossati e provati con un anticipo sulla loro uscita di circa sei mesi.

I saldi in corso, nel pieno dell’inverno, permettono ancora prospettive coinvolgenti e suggestive su quanto presente in negozio. Uno sguardo in movimento, nella carrellata video e qualche scorcio fotografico su dettagli tessili, texture morfologiche, sfumature e tecniche cromatiche, onde increspate e filati tagliati a vivo.

 

Le tavolozze pittoriche di F-Cashmere

Lo shibori di Maison Mieko

I filati in seta di Rundholz

E il cotone sovratinto di Rundholz Dip

La calda, elastica pelliccia in maglia di Boboutic

L’allegro principe di Galles di Noir Kei Ninomiya

E il luminoso, asimmetrico tweed di Comme des Garçons-Comme des Garçons

Gli scenografici paesaggi froissè di Shu Moriyama

Finendo sul geometrico e giocoso plissé newyorchese di Melitta Baumeister


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Abbiamo già avuto occasione di presentare il lavoro di una delle nostre più recenti new entryMelitta Baumeister, ma è con grande soddisfazione che vogliamo condividere il prestigioso riconoscimento appena ottenuto come vincitrice dell’edizione 2025 del National Design Award del Cooper Hewitt Smithsonian Design Museum di New York.

La più importante istituzione degli Stati Uniti, dedicata esclusivamente al design storico e contemporaneo, custode di una delle collezioni più articolate al mondo, con oltre 215.000 oggetti che coprono 30 secoli di storia, nel 2000, insieme al Millennium Council della Casa Bianca, ha inaugurato la rassegna per sottolineare l’impatto del design sulla vita quotidiana e sul nostro eco-sistema. I premi, diversificati per disciplina (moda, interni, architettura, comunicazione, ecc.), omaggiano l’innovazione e quei progetti potenzialmente capaci di generare trasformazioni nel mondo sociale e naturale.

E quale connessione col lavoro di Melitta?

Come lei stessa sostiene:

Nel nostro studio, creiamo capi di abbigliamento che saranno indossati e diventeranno parte della vita di qualcuno. Attireranno l’attenzione e susciteranno conversazioni e, talvolta, sfideranno le percezioni, incoraggiando nuovi modi di vedere il mondo”

Dopo il successo dell’edizione 2023 al CFDA/Vogue Fashion Fund, la designer, di origini tedesche, si conferma ancora una volta promessa brillante nel panorama della moda internazionale. Non solo la sua produzione manifesta un’estetica decisa, dove i volumi e le silhouette si fanno occasioni scultoree, spiazzanti, talvolta umoristiche e giocose, ma è anche fortemente radicata in quell’etica dello slow-fashion che prevede un ricco repertorio di capi continuativi e filiere corte a basso impatto ambientale.

Quindi, perché non andare a conoscere un po’ delle sue opere, compatibili con le stagioni intermedie, sempre dal forte sapore trasformativo e senza tempo?

 

Abito ‘sculpture’ longuette in plissé di poliestere tinto a mano con effetto cangiante, girocollo con profilo in contrasto di colore, manica corta stondata con fascia circolare rigida al fondo, fondo circolare con base interna più rigida

Abito ‘sculpture’, lungo e asciutto, in jersey con texture a corteccia di poliestere riciclato e poliestere, collo a lupetto con bottoncini, manica lunga, fondo con fascia imbottita a onde circolari

Abito ‘bomber’ longuette, ampio, in taffetas di nylon pesante, girocollo con bottoncino sul retro, senza maniche, grande tasca imbottita applicata da un lato con fascia a maglieria, fondo a giacca bomber over con fascia a maglieria ai lati e più lungo sul retro

Caban over in tela di nylon waterproof, un petto, collo a cratere, chiusura con zip con doppio cursore, taglio verticale con apertura sul retro delle maniche per essere indossato a mantella, due tasche a filo e due con zip in contrasto di colore sul davanti e due tasche applicate al fondo sul retro, coulisse sul fondo manica e al fondo del capo

Abito ‘sculpture’, longuette, in plissé di poliestere a pieghe verticali sul busto e orizzontali sulla gonna con stampa tattoo a serpenti, girocollo, senza maniche, gonna ampia e astrattamente lontana dal corpo con motivo a cerchio ondulato sul giro-vita

Per scoprire le collezioni: Melitta Baumeister – Ivo Milan Radical Fashion


 

 

 

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Dopo ben 24 anni trascorsi nello spazio di via Santa Lucia, la storia di IVO MILAN riparte in Via Altinate, al civico 149, lungo il proseguo della stessa antica via romana, Annia Popilia, affacciandosi sulla meravigliosa chiesa romanica di Santa Sofia e a fianco di Palazzo Pesaro (oggi Pizzo), residenza del giovane Mozart nel 1770, durante la sua visita padovana. Ma non solo, vicinissima alla Chiesa barocca di San Gaetano e all’ormai noto complesso museale che le sorge accanto.

Ogni giorno il negozio si completa di nuovi dettagli, diventando sempre più confortevole e svelando la sua innata bellezza grazie al caldo legno dei soffitti del piano terra, al muro a vista tutto irregolare del corridoio, alla pietra di Creta del pavimento della seconda sala  e alle volte altomedievali del piano inferiore.

Tornato pienamente operativo nella vivace atmosfera di residenti, affollata di giovani studenti alle prese coi difficili esami delle facoltà di ingegneria, statistica, fisica e matematica, il polo tecnico dell’Università padovana. Facendo la spesa, bevendo il caffé si è immersi nella tipica routine universitaria, in cui ogni operatore, dal barista al panettiere è parte di quel mondo, chiamando per nome i ragazzi, conoscendo la fama dei docenti, partecipando all’esito delle prove: superate o da ritentare? Volti complici e impegnati, spesso festosi, nonostante l’inevitabile ansia da esami.

Una vita nuova, animata da un via via di persone profondamente legate allo storico borgo di Altinate.

Nell’accoglienza del vicinato, insieme a qualche scorcio del nuovo spazio, torniamo quindi con i nostri Mix and Match, interpretati da Sari e Ginevra. Il set fotografico è ancora da montare e il ritmo senza sosta degli allestimenti da finire, così come l’intensità degli ultimi due mesi di trasferimento, ci hanno fatto propendere per mostrarci un po’, agli esordi di questa stagione estiva, sotto ancora gli effetti del titanico trasloco affrontato.

Ginevra indossa la giacca al fianco, sfiancata, in georgette stretch di seta e elastan di colore oro sfumato di RUNDHOLZ DIP, la canottiera lunga e asciutta in jersey leggero e stampato sui toni del blu sempre di RUNDHOLZ, il pantalone corto e ampio in gessato di canapa, cotone e metallo di MARC LE BIHAN e come scarpe il sandalo ‘a frate’ in pelle, legno e eva espansa dell’azienda RAWCLAYS. Come accessorio porta la borsa in pelle di vitello e di mucca sui toni del verde di NUMERO 10.

Sari invece indossa il top al fianco in twill tinto a freddo di viscosa e cotone sui toni dell’aubergine di ZIGGY CHEN insieme al pantalone 5 tasche in denim lavato e fiammato di ramié e lino di FORME D’EXPRESSION e come scarpe i sabot HALF in pelle martellata di vacchetta a pianella della TRIPPEN. Come accesorio porta la borsa a rettangolo verticale in pelle liscia di vacchetta sui toni dell’aubergine sempre di ZIGGY CHEN.

Tutta la nuova collezione è attualmente scontata al 20% per i saldi di mezza stagione.

Vi ricordiamo che il negozio ha cambiato orari, ci potete trovare dal martedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.

 

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