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Abbigliamento

Y's Yohji Yamamoto Spring/Summer 2016

Forse non tutti sanno che prima ancora di uscire con la linea che oggi porta il suo nome per esteso, Yohji Yamamoto esordì nel 1972 con la Y’s. Un genitivo sassone fortemente rivelatore del sentimento di paternità e affezione del noto designer giapponese verso il proprio lavoro e la sua giovane performance.

Y’s, nel senso proprio ‘di Yohji’, non può dunque considerarsi oggi una seconda linea, quanto invece un’alternativa quotidiana a quei codici stilistici più arditi riservati da tempo alle collezioni da passerella.

Non è evento raro che, nell’esteso show-room parigino di Rue Saint-Martin, ci troviamo di fronte all’imbarazzo della scelta tra un capo della fèmme o del suo analogo della Y’s, riflettendo di volta in volta se privilegiare un’interpretazione femminile più astratta e matura o una più acerba e concreta. La decisione finale, solitamente, è affidata alla maggiore corrispondenza tra forma, colore e composizione, col mondo evocato dal modello in oggetto.

Y's Yohji Yamamoto Spring/Summer 2016 show-room

Anche nella Y’s, Yohji non lesina il coinvolgimento di remoti artigiani, ultimi depositari del ricchissimo patrimonio tessile giapponese, e, con straordinaria disinvoltura e discrezione, conduce questi imperdibili saperi ad ingentilire la vita di ogni giorno. Patchwork di lini e cotoni, tasselli tenuti insieme da laboriose cuciture, pois distesi su ampiezze complesse, tessuti doppiati, pieghe abbozzate e sfalsate, pinces posizionate ad hoc, attenta distribuzione dei vuoti e dei pieni, in un continuo, attentissimo gioco intorno al particolare, ai dettagli, a confondere la collocazione di abiti, giacche e maglie, tra due mondi antitetici: uno classico e convenzionale e l’altro, più imprevedibile e personale. L’effetto è di spiazzamento, tipico del tratto alla Yohji Yamamoto, sempre in consapevole e meditato equilibrio tra austerità ed anticonformismo.

Y's Yohji Yamamoto dress Spring/Summer 2016

Y's Yohji Yamamoto Spring/Summer 2016 dress detail

Y's Yohji Yamamoto Spring/Summer 2016 jeans and pois shirt

Y's Yohji Yamamoto Spring/Summer 2016 shirt pois

Y's Yohji Yamamoto Spring/Summer 2016 gilet

Y's Yohji Yamamoto Spring/Summer 2016 jumpsuit and back-pack

Y's Yohji Yamamoto Spring/Summer 2016 pants-dress

Y's Yohji Yamamoto Spring/Summer 2016 trousers

Y's Yohji Yamamoto Spring/Summer 2016 trousers detail

Y's Yohji Yamamoto Spring/Summer 2016 jacket

Y's Yohji Yamamoto Spring/Summer 2016 jacket detail

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Ammirare dal vivo un capo del grande maestro della cosiddetta scuola giapponese, Yohji Yamamoto, non solo è occasione rara, ma la reazione del pubblico è sempre la stessa: silenzio e un’espressione che, all’istante, trasforma il volto a dire, molto semplicemente:  ‘Qui siamo oltre’. Oltre la moda, oltre le tendenze stagionali, oltre quello che abitualmente si può vedere in giro, oltre la noia dilagante del fare abiti con approssimazione.

In tempi sempre più critici per l’abbigliamento, dove sempre meno spazio è concesso al saper fare, dove i ritmi di produzione sono sempre più compressi per contenere i costi e, soprattutto, aumentare i margini di guadagno delle aziende produttrici, riuscire ad intercettare un’opera di Yohji Yamamoto è come trovare sollievo in mezzo al più insidioso dei deserti. Perché l’alta sartoria, applicata a modelli fruibili e dal design eloquente, può emozionare al pari di ogni altra nobile espressione artistica. E Yohji, più che mai, è abile tessitore di saperi antichi e sollecitazioni contemporanee, maturate in contesti metropolitani ad alta concentrazione di relazioni, contaminazioni e sincretismi.

Per la primavera/estate 2016 si osserva una personale interpretazione di atmosfere illuministiche, nei bustier composti in articolate asimmetrie su più ampi volumi di gonne e pantaloni, enfatizzate dal sontuoso scenario dell’Hotel de Ville di Parigi, scelto per la sfilata.

 

Ma la citazione storica si mescola e confonde con  silhouette più contemporanee e urbane, evocate con decisione dalle lunghezze e dai dettagli dei soprabiti, dal disordine calcolato di certi abiti e top

 

e soprattutto dall’esplicita collaborazione con la giovanissima pittrice Yuuka Asakura (qui i profili instagram e twitter), chiamata a dipingere i suoi astratti lavori sui già preziosissimi cotoni giapponesi.


Il nero onnipresente si sporca di segni pittorici di suggestivo coinvolgimento cromatico, invitando il pubblico ad osservare con calma ed attenzione, a fermarsi, scoprendo anche i gesti meno appariscenti di fibre che si rivelano nella loro curata e sorprendente tridimensionalità.

In opposizione alle più pressanti ed emergenti richieste di compressione spazio-temporale, Yohji Yamamoto, col più discreto savoir faire, ci ricorda che la bellezza può essere ancora parte delle nostre storie, basta non smettere di cercarla.

La collezione Primavera – Estate 2016 di Yohji Yamamoto è su www.ivomilan.com

 

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Daniela Gregis SS16

Abirinzà, un suono più che una parola, attinto dalle ricorrenti cadenze della terra da cui Daniela Gregis trae ispirazione per la sua primavera/estate 2016, porta a noi indizi importanti sulla costruzione di una collezione particolarmente densa di motivi ornamentali. È infatti la Sardegna, con le sue tradizioni tessili radicate e complesse, l’uso diffuso e sapiente del telaio, ma anche con il ricco patrimonio di memorie e nostalgie, di ammentos, ad essere evocata in quell’espressione sonora, probabilmente inventata.

Daniela Gregis SS 2016

Daniela Gregis SS 2016

Abirinzà mulina i ricordi di anni di intenso lavoro adagiandoli come poetici loghi in inattese collocazioni, divenendo tasselli di patchwork sistematici, dove, ad accostarsi, sono due diverse possibilità: frammenti salvati dal passato e riassemblati in tele prossime a dei dipinti o più lente e laboriose tessiture, reti e garze, telaio e uncinetto, abbracciate in assoluta armonia.

Daniela Gregis SS16

Daniela Gregis SS 16

Daniela Gregis SS 16

La designer bergamasca certifica così ogni pezzo, rivendicando un’autenticità nelle acrobatiche peripezie dei pennelli, che macchiano e rianimano le reti di lino, unite al loro negativo in popeline di cotone, perché il processo va visto nella sua interezza, integrandosi nell’opera prima. Le sete, nella lucentezza scivolosa del crêpe de chine, divengono radiose tavolozze di colore colato, sia nei più contrastanti toni del rosso-blu, che nei meno radicali blu-azzurro pastello e bianco. O ancora i vichy, citati in altre stagioni, si ampliano, divengono decisi quadretti con spazi più larghi, sempre trattati nei lavaggi che ne contengono la rigorosa rigidità del cotone.

Daniela Gregis SS 2016

Daniela Gregis SS 16

Daniela Gregis SS 2016

Abirinzà son le porte aperte dei silos della memoria, abirinzà son le sorprese rigenerate nei mutamenti di pensiero, abirinzà è la primavera appena cominciata e ancora, abirinzà, son le ripartenze e le promesse di ben stare.

Dabiela Gregis SS16

Daniela Gregis SS 2016

Daniela Gregis SS 2016

Daniela Gregis SS 2016

Daniela Gregis SS16Scopri l’intera collezione ‘Abirinzà’ sul nostro catalogo online...

 

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Inseguite da ritmi impossibili, un appuntamento dietro l’altro, sempre di corsa, col fiatone e il timore di non riuscire a vedere tutto o abbastanza, svoltando su rue de Thorigny arrivando da rue Delleyeme, veniamo investite da una potente suggestione, del tutto opposta all’ansia da ritardo che ci attanaglia da quando siamo atterrate a Parigi.

Abiti gentilmente appesi dietro il vetro di una grande finestra, a cui piedi sono adagiate macchie di colore arancio… mandarini!
All’unisono, senza proferire parola, l’alt della curiosità blocca simultaneamente la nostra corsa, per farci entrare nell’accogliente show-room di Sark Studio.

Nuovo marchio Sark Studio

Con la stessa sorpresa e un’ospitalità un po’ stranita dal nostro ingresso caotico, si presenta lo staff che compone la trasferta parigina di un’azienda di origini australiane: Theresa, la designer, e i suoi collaboratori Ian e Spencer.

In breve tempo scopriamo quanto quei colori così attraenti siano espressione di una terra antichissima, dei suoi paesaggi e delle sue rocce e di quanto possano condizionare, entrando nella cultura delle persone, un sentimento esistenziale slow, nelle sue accezioni sia etiche che pratiche.

Sark Studio Shop Online

Comfort, recupero delle rimanenze tessili per rigenerarle in armoniosi patchwork di tele per abiti ampi e gonne svasate, artigianato e lavoro fatto a mano per immancabili sarouel o meno prevedibili salopette. Il cosiddetto ‘continente fossile’ viene evocato nei particolari ocra degli accessori, poetici macramé di colore che integrano le nostre scelte, decisamente caute nell’accogliere atmosfere cromatiche più etniche ed australi…

Shop Online IvoMilan.com

Con riprese che risentono, ahinoi, della velocità di esecuzione e ancora una scarsa abilità nel suo utilizzo, condividiamo volentieri l’incontro con Sark Studio, lo scorso 4 ottobre…

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book issey miyake taschen

In piena Paris Fashion Week per il prossimo autunno/inverno, si segnala un ulteriore, importantissimo riconoscimento al designer che più di ogni altro ha saputo connettere l’abbigliamento a concetti quali innovazione, sperimentazione e ricerca. Viene infatti lanciata, sabato 5 marzo, presso la boutique Issey Miyake di Rue Royale a Parigi, un’inedita monografia che la casa editrice Taschen ha dedicato all’opera del maestro giapponese e al suo prolifico ed iper tecnologico Design Miyake Studio, fondato nel 1970.

Un volume che, non a caso, esce quasi simultaneamente con l’esposizione che verrà inaugurata il 16 marzo presso il National Art Center di Tokyo, interamente allestita per celebrare la storia professionale e i contributi culturali introdotti dalle ricerche condotte nel corso degli anni dal team di ricercatori coinvolti nell’ambizioso progetto creativo di Issey Miyake.

Issey Miyake Taschen Book

book issey miyake taschen

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Un lungo, approfondito racconto delle diverse tappe che hanno caratterizzato gli sviluppi del notissimo plissè di poliestere, oggi presente nei più prestigiosi negozi al mondo nella nuovissima versione denominata “Baked Stretch”.

baked stretch advertisment

Le possibilità cromatiche e formali aperte da questa innovativa lavorazione del materiale, cosiddetto ‘infornato’, poiché le pieghe prendono il loro aspetto dopo un processo di esposizione al calore che risulta molto simile a quello della lievitazione del pane, rivelano la maturità e l’estrema autonomia raggiunte dagli eccellenti collaboratori selezionati da Issey Miyake, tra i quali è impossibile non segnalare l’attuale direttore creativo della Maison, il giovane Yoshiyuki Miyamae.

Baked stretch vimeoClicca sull’immagine per guardare il video.

Per chi non avesse la possibilità di partecipare all’evento di Parigi, né tantomeno recarsi direttamente a Tokyo, potrà comunque perdersi nelle diverse pagine che descrivono il vastissimo e avveniristico repertorio del design giapponese. Il libro, è infatti già disponibile nello stesso sito della Taschen, mentre, nei prossimi mesi, sarà distribuito dalle comuni librerie e boutique autorizzate.

Issey Miyake dress 1.325 shrag SS16

Issey Miyake Top Skirt SS16

Issey Miyake Reversible Top Skirt SS16

Top e gonna reversibili.

Issey Miyake Top Trousers SS16

Issey Miyake Dress SS16

Issey Miyake Reversible Dress SS16

Abito reversibile.


 

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